La Società per la Cremazione  nasce a Livorno il 27 marzo  1892 per volontà di una borghesia aperta e colta, nutrita di ideali massonici, liberali e garibaldini.

Il suo primo Presidente fu Federico Wassmuth, commerciante di origine tedesca, aderente alla Massoneria come del resto quasi tutti i componenti del primo Consiglio Direttivo di cui ricordiamo figure come quella di Enrico Meyer, che aveva partecipato come volontario alla battaglia di San Martino del 1859 e Alceste Cristofanini, proprietario de “Il telegrafo”, i soci erano 199.
Dopo poco, però, sorse in città un’ altra associazione, forse in antagonismo alla prima per cause che però non conosciamo.
Comunque, nel 1902 le due associazioni si unificarono.

Nelle due lapidi apposte sui lati della porta di ingresso al Tempio Cinerario da poco restaurate si possono leggere i nomi dei componenti del primo Comitato Direttivo del 1892 e del Comitato Direttivo della riconciliazione del 1902.

Caratteristica del Direttivo del 1902, che poi rimane come caratteristica della Società per la Cremazione livornese rispetto alle altre che stanno nascendo in Italia, è una composizione sociale più popolare. Infatti oltre a rateizzare la quota di adesione, le sue prima battaglie sono per la riduzione delle tariffe per i soci e per i caduti sul lavoro.
Con il Comune inizia un confronto per la gestione dei forni e la costruzione del Tempio che si conclude positivamente con due atti amministrativi, il primo del 9 febbraio 1910 Rep. 2094, il secondo del 27 settembre 1913 Rep. 2901, che stabiliscono la cessione a titolo gratuito alla SO.CREM prima di 700 mq e poi di ulteriori 700 mq di terreno per la costruzione del Tempio Cinerario e del relativo forno crematorio. A quella data, la SO.CREM conta ben 3205 soci. Neppure la città di Milano aveva a quell’epoca un numero così alto di iscritti.
Probabilmente è frutto dell’ intensa attività di diffusione degli ideali cremazionisti attraverso numerose attività culturali e ricreative che stringono sempre di più il legame con la città. Ma con l’avvento del fascismo le cose cambiano.
Le manifestazioni pubbliche organizzate dall’associazione, come le conferenze di propaganda cremazionista, i cortei commemorativi, i banchetti vengono proibiti. Le uniche manifestazioni autorizzate sono i cortei funebri. Per il resto, l’attività propriamente istituzionale non fu mai ostacolata: la polizia fascista si limitò ad una azione di controllo, visti i soggetti potenzialmente pericolosi che erano iscritti a questa associazione.

Dopo la guerra, superato il difficile momento della ricostruzione di una città che i bombardamenti avevano quasi raso al suolo, negli anni ‘60 la SO.CREM provvede ad ampliare il Tempio Cinerario, costruendone una nuova ala, e a dotarsi di un nuovo forno crematorio nonché di una serie di attrezzature elettriche per facilitare il lavoro degli addetti, visto che il numero dei cremati è in continua crescita.

Una svolta importante nella vita dell’associazione è la revoca del divieto a cremarsi da parte della Chiesa cattolica nel 1963.

La caduta di questo tabù in un paese che a larghissima maggioranza si dice cattolico, portò ad una diffusione più ampia della pratica cremazionista.
La SO.CREM, ormai superate forme di anticlericalismo ottocentesco, avvertì però la necessità far crescere la consapevolezza del valore di questa scelta Riprendono quindi e si approfondiscono i momenti di confronto e di riflessione con i cittadini, con le altre associazioni culturali, con le istituzioni cittadine.
La società italiana si sta trasformando, cresce culturalmente, si affranca da vecchi tabù, si diffonde l’ esigenza di nuovi diritti e nuove libertà. La SO.CREM, che non dimentica la sua origine e le battaglie fatte per affermare il diritto a scegliere liberamente come concludere la propria esperienza terrena, partecipa attivamente a questa fase di trasformazione e modernizzazione.
La legge 130/2001, che contiene elementi di grande novità nel settore cimiteriale, è frutto anche di queste battaglie. Purtroppo, questa legge è rimasta in parte incompleta perché non è stata seguita dai necessari regolamenti attuativi e le Regioni hanno poi legiferato nella materia in maniera non univoca. Il punto più delicato era quello riguardante la dispersione delle ceneri : fortunatamente la Regione Toscana ha provveduto a garantire questo diritto ai suoi cittadini.
La SO.CREM, per renderlo pienamente fruibile, ha contribuito alla realizzazione, all interno del Cimitero dei Lupi, del Giardino del Ricordo, dover si possono disperdere le ceneri nell’acqua di un ruscello e sostare in ricordo dei propri cari.
In questo modo, i cattolici osservanti possono superare l’ ultimo divieto posto dalla Chiesa cattolica, che condanna la dispersione in terra non consacrata. Per coloro, invece, che desiderano ritornare alla terra, è stata riservata un’ area dove possono essere interrate urne di materiale biodegradabile.

Così, a Livorno, ogni scelta è possibile.
Da questo fertile e continuo confronto con i cittadini e le istituzioni, è maturata anche la necessità di dotare il Tempio Cinerario di una Sala del Commiato, un luogo fisico in cui si può dare un ultimo saluto laico o religioso a coloro che amiamo e che ci stanno lasciando.
Nel 2002 è stata inaugurata questa bella struttura, nell’ala destra del Tempio. Il bellissimo parco antistante il Tempio è stato inoltre impreziosito da una serie di manufatti in bronzo a forma di libro su cui sono incise riflessioni e meditazioni di grandi scrittori : un aiuto a chi soffre per accettare la perdita e trovare conforto. Ma negli anni il raggio di azione della SO.CREM si è molto allargato: partendo dalla necessità di tramandare la propria storia, è iniziata una attività editoriale che ormai dallo studio della SO.CREM si va allargando allo studio della città (cliccare per vedere) . Il giornale dell’ associazione, Charis, da bollettino interno si è trasformato in una rivista quadrimestrale che non solo informa i soci sulla vita dell’ associazione e ricorda i cari defunti, ma dibatte problemi e questioni più ampi e diversificati.
E’ ripresa la storica attività filantropica (cliccare per vedere) che ritorna alla città quei risparmi che la saggia ed oculata amministrazione consente di realizzare, ricordando che la SO.CREM non ha fini di lucro e che i membri del Consiglio Direttivo e tutti i collaboratori non percepiscono nemmeno il gettone di presenza.
E di questo siamo molto fieri.