Livorno “focolaio della Massoneria”. Storia di una Loggia Madre.

2019


AUTORE: Massimo Bianchi

La pubblicazione di questo libro, come dice molto bene il Presidente Giampaolo Berti nell’ introduzione, è stato per la Socrem “un riconoscimento e un atto di gratitudine verso le idee e gli uomini che nella seconda metà dell’ Ottocento, a Livorno come in Italia, si batterono per una società laica e per quei nuovi diritti che li portarono poi a fondare, tra l’ altro, anche la nostra Società della Cremazione”. Con uno stile chiaro e piacevole, col tono di una chiacchierata tra amici ma con la serietà dello studioso e del testimone, Massimo Bianchi percorre cento anni di una Loggia massonica che sono anche cento anni della storia di Livorno , ricordando fatti e personaggi della vita pubblica, figure di intellettuali, imprenditori , uomini di scienza che hanno lasciato un segno profondo nella nostra società. E’ stato un lavoro non facile, perché l’ autore ricorda che gli archivi ufficiali delle Officine massoniche furono distrutti durante la dittatura per sottrarli alla profanazione fascista. Ma appunto per questo, è stato un lavoro necessario per salvare dall’oblio una componente fondamentale della vita e della storia di Livorno. Con molta umiltà, Massimo non pretende di sostituirsi agli “storici laureati”, ma il taglio memorialistico rende ancor più appassionante e coinvolgente la lettura delle sue pagine.

Arda la fiamma.

2018


AUTORE: AA. VV.

Si tratta della ristampa anastatica di una piccola pubblicazione , il cui originale si trova presso la Biblioteca Labronica “F.D.Guerrazzi”, che contiene il discorso pronunciato dall’on. Otello Masini il 31 marzo 1912 nel Politeama di Livorno, un cinema –teatro molto ampio sito vicino al Mercato delle Vettovaglie attivo fino alla fine degli anni 50, poi distrutto in una delle tante operazioni di risanamento urbano di quegli anni.
A seguire, articoli di membri dell’ allora Comitato Direttivo e di livornesi illustri, un divertente sonetto di Filippo Turati e, particolarmente interessante, il testo del manifesto che fu affisso in città per celebrare il primo decennale della Società per la Cremazione.

Il Commissario politico Ilio Barontini tra mito e realtà.

2018


AUTORE: Mario Tredici

Mario Tredici è un nome molto noto ai livornesi per essere stato , nella sua lunga carriera di giornalista, capocronaca della redazione del quotidiano “Il Tirreno” e Assessore alle Culture del Comune di Livorno dal 2009 al 2014. Una volta finita la sua esperienza lavorativa, è tornato agli studi storici che erano la sua giovanile passione, lavorando intorno alla figura di Ilio Barontini. In questo libro analizza il periodo che va dal novembre 1936 al settembre 1937, in cui Barontini fu commissario politico in Spagna durante la guerra civile scatenata dal colpo di stato di Franco e dall’ aggressione fascista. Col taglio tipico del grande giornalismo di inchiesta e con la profondità e il rigore dello storico, si muove all’ interno di un vastissimo materiale archivistico, nonché memorie e documenti segreti, relazioni, libri e testimonianza di vari protagonisti . Tenta così di ricostruire fuori del mito, nella sua grandezza ma anche nella sua umanità, la figura del vincitore di Guadalajara.

Non dire morte. Il tabù del lutto nella società secolarizzata.

2016


AUTORE: Margherita Bandini

Abbiamo conosciuto Margherita Bandini quando, preparando la sua tesi di laurea, chiese di incontrarsi con noi per conoscere lo stato della cremazione a Livorno, la diffusione di questa pratica , le modalità di elaborazione del lutto. La pubblicazione del suo lavoro è stata la naturale conclusione di quei colloqui : esso fornisce al lettore spunti interessanti di riflessione sui tentavi che,nel corso della storia , gli esseri umani hanno fatto per conferire un senso a ciò che non è di per sé pensabile e per aiutare chi resta a superare il vuoto terribile che la morte si lascia dietro. I riti funebri, nelle varie culture, infatti, dettando linee di comportamento precise e codificate, hanno offerto vie di espressione ordinata ad un dolore che resterebbe altrimenti irrelato e irrisolto. Sono state pratiche sociali nelle quali l’ intera comunità si stringeva intorno a chi aveva perso i propri cari. Ma oggi, nelle società contemporanee fortemente individualizzate e per molti aspetti antiritualistiche, il libro si domanda se è rimasto o si è ricreato qualcosa che accompagni le persone in lutto nei tempi e negli spazi della vita quotidiana .

La scelta della cremazione a Livorno. Profili biografici.

2013


AUTORE: Gianluca della Maggiore

Gianluca della Maggiore, ricercatore presso l’ Università di Tor Vergata a Roma, con un paziente e scrupoloso lavoro negli archivi cittadini, nelle cronache dei giornali, nei colloqui con vari e significativi personaggi livornesi, ha ricostruito le biografie di 162 cittadini livornesi cremati, che in vario modo hanno segnato la storie e la vita della nostra città nei campi più disparati. Certo, la sua è stata una scelta parziale, sicuramente non esaustiva, probabilmente ogni lettore vorrebbe aggiungere un nome, segnalare un personaggio significativo. Ma l’ importante è avere iniziato una ricerca, avere sottratto all’ oblio almeno questi uomini e queste donne, averne ricostruito per brevi cenni l’ umana vicenda. C’ è ancora molto da fare, lo sappiamo,anche perché Gianluca si ferma all’ agosto 2012.
Ma era importante iniziare.

.

Stiamo nel mondo. Il Centro Mondialità:
Sviluppo Reciproco nella storia

2013


AUTORE: Chiara Fantozzi

Questo libro assolve solo in minima parte il debito di riconoscenza che la So.crem ha nei confronti di don Carlo Leoni, fondatore del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco, ma per noi soprattutto un sostenitore della scelta cremazionista molto prima che la Chiesa Cattolica revocasse il divieto che fino ad epoca recentissima non consentiva ai cattolici osservanti di potersi cremare. Ma don Carlo, con abbondanza di argomentazioni dottrinanarie, ha sempre contestato il divieto e ha voluto manifestare pubblicamente il suo dissenso entrando a far parte del Comitato Direttivo della So.crem , dove è sempre stato rieletto fino alla sua morte. Chiara Fantozzi, ricercatrice presso il Dipartimento di Storia dell’ Università di Pisa, in questa piccola ma significativa pubblicazione, fornisce un quadro esauriente nella sua sinteticità , dei profondi mutamenti sociali, culturali e politici che si avviarono in ambito laico con il ’68 e in ambito religioso dopo il concilio Vaticano II. A Livorno, due vescovi riformatori, Guano prima e Ablondi dopo,in controtendenza rispetto alla maggioranza conservatrice dei vescovi italiani, favorirono le molteplici esperienze innovative che fiorirono nella città e in particolare quella del Centro Mondialità ,voluto e diretto da don Carlo Leoni, che con sguardo profetico guardava alla sofferenza dei popoli e ne anticipava i movimenti nel mondo globalizzato.

Una morte irriverente. La Società di Cremazione e l’anticlericalismo a Livorno.

2007


AUTORE: Catia Sonetti

Questo libro rappresenta il contributo che la So.crem ha voluto dare alla celebrazione del quarto centenario della nascita della città di Livorno, per mettere a
fuoco aspetti della società livornese, della sua cultura e del suo costume, che ne sottolineano la singolarità e la specificità. L’ autrice, Catia Sonetti, attualmente
direttrice dell’ Istituto Storico della Resistenza e della società contemporanea, sviluppa la sua ricerca in un arco cronologico che va dal 1882 al 1963 , superando
con un lavoro tenace di scavo, di analisi, di confronto, la gravissima difficoltà della perdita dell’ archivio della società, in seguito all’ allagamento, nel 1966, dei locali dove era conservato. Questa perdita l’ ha costretta a rintracciare le notizie disponibili nelle sedi più disparate : l’ Archivio centrale dello stato a Roma, l’ Archivio di stato di Livorno, l’ Archivio storico del Comune di Livorno, la Domus mazziniana di Pisa, l’ Archivio storico della diocesi di Bergamo e altro ancora. Questo paziente e faticoso lavoro le ha permesso di ricostruire con rigore e precisione la storia della scelta cremazionista a Livorno e di indagarne la specificità le ragioni .

L’ arte del silenzio. Architettura, monumenti e memorie nel Cimitero Comunale della Cigna.

2003


AUTORE: Stefania Innesti

In occasione dell’ inaugurazione della Sala del Commiato nel Tempio cinerario, Stefania Innesti, allora giovane ricercatrice presso il Dipartimento di Storia delle Arti dell’università di Pisa, su incarico della So.crem e del Comune di Livorno – Istituzione dei servizi alla persona, ricostruisce la storia del Cimitero denominato  “La Cigna”, ma che, come dice l’ autrice, da sempre tutti i livornesi chiamano il Cimitero dei Lupi.
Ripercorre la lunga gestazione dell’ opera, dal 1804 fino al 1822, quando, il 28 ottobre, il vescovo mons. Gilardoni, celebra la benedizione della Chiesa dedicata a San Tobia e la successiva costruzione, più di cento anni dopo, del nostro Tempio Cinerario. Fornisce un’ attenta analisi delle opere scultoree con notizie preziose sugli autori. Molto ampio il materiale iconografico.